“Secchi”, il corto “Irrealizzabile” di Edoardo Natoli

Edoardo Natoli è il regista di “Secchi”, corto in stop motion realizzato a costo zero, in gara per conquistare la vittoria al David di Donatello 2014, sezione Cortometraggi. Conosciamolo meglio.

Cominciamo subito con la domanda di presentazione. Chi è …?

Faccio l’attore da quando ero piccolo ma da qualche anno parallelamente lavoro come assistente di alcuni registi. Due anni fa ho capito che era arrivato il momento di provare a mettere in pratica quello che ho imparato sui set. Così ho deciso di far vivere una storia che avevo scritto.
Sono un grandissimo fan della stop motion ma avendo in mente le interviste in cui alcuni registi parlavano dei tempi biblici e delle centinaia di persone coinvolte nei vari progetti mi ero sempre detto che non avrei mai avuto i mezzi per tentare.
“Secchi” è un cortometraggio in stop motion a costo zero nato grazie alla generosità di amici e parenti che in un anno e mezzo di lavoro costante mi hanno aiutato con entusiasmo e voglia di dare il massimo, ricevendo nient’altro che la mia più profonda gratitudine!

Tre domande da appassionato: qual è il suo regista preferito e il film/cortometraggio che non smetterebbe mai di rivedere? Perché?

Sarò banale ma Federico Fellini è il mago che ha trasformato i sogni in realtà. Questo per me è il punto più alto che il cinema può raggiungere. Penso non abbia sbagliato nulla. Scegliere uno dei suoi film vorrebbe dire non scegliere gli altri e non ce la faccio! Posso rispondere l’intera filmografia di Federico Fellini?.

Da dove nasce l’idea per un cortometraggio? Dove trova gli spunti per realizzare le sue opere?

Scrivo sempre, prendo appunti, mi lascio post-it sulla scrivania, o memo sul telefono, tengo un quaderno sul comodino per segnarmi i sogni quando mi sveglio di soprassalto nel cuore della notte… insomma sono sempre alla ricerca di idee… la maggior parte finiscono nel secchio ma su alcune provo ad andare avanti.
“Secchi” è la mia prima esperienza e nasce da una storiella abbandonata nel mio computer… era custodita nella cartella IRREALIZZABILI. Prevedeva incendi, allagamenti, invasioni di topi… La sfida è nata proprio da lì. Provare a realizzare una delle mie storielle irrealizzabili.

La cosa più facile e quella più difficile durante le riprese?

La più facile è stata trovare amici bravi e appassionati, tra cui Pierfrancesco Favino, che avessero voglia di buttarsi nell’avventura dando il massimo. Sono molto fortunato.
La cosa più difficile è stata il non impazzire in un anno e mezzo, il continuare a crederci, il non mollare. Ho avuto più di una volta la tentazione di mollare tutto. E’ stata dura ma ce l’abbiamo fatta!

Corto è davvero più bello?

Corto è possibile… Per noi giovani alle prime esperienze è avere la possibilità di esprimerci, di presentarci in pochi minuti e senza grandi budget.

Qual è il suo stato d’animo quando, per necessità di lunghezza della pellicola, deve rinunciare ad una scena ben fatta?

Non scherziamo… nel mio caso ogni scena è frutto di settimanemesi chiuso in casa a sudare… non rinuncio!».
Nell’ambito del cinema italiano, in che misura è possibile proporre delle nuove idee e quanto invece si deve venire a patti con i produttori e i gusti del grande pubblico?
Ancora non mi è capitato di venire a patti… Spero di sbagliarmi, me lo auguro… ma non ho cercato un produttore per realizzare “Secchi” proprio perché “uscendo un po’ dai binari” temevo non mi si sarebbe filato nessuno.

Non può mancare una considerazione per l’oscar di Paolo Sorrentino…

Sono contento. È un film che ho amato, pieno di idee, di immagini, di luoghi incredibili, di persone e personaggi.

Il David di Donatello è uno dei premi artistici nazionali più importanti. Cosa si prova ad essere inseriti tra i possibili vincitori della statuetta?

Sono fan dei David di Donatello da quando ero bambino. A scuola non mi capiva nessuno… seguivano i Telegatti, la mattina dopo i David non avevo mai nessun coetaneo con cui commentare…
I Telegatti si sono estinti mentre i David sono vivi e vegeti! Tiè 🙂

Prossimi progetti? Il sogno nel cassetto?

Come attore ho finito da poco di girare “Il Giovane Favoloso” di Mario Martone dove interpreto Carlo Leopardi al fianco di Elio Germano (Giacomo) ed Isabella Ragonese (Paolina)
Sto montando il backstage del “Giovane Favoloso” che Martone mi ha affidato e sto scrivendo con Federica Pontremoli il mio primo lungometraggio… Speriamo bene!