Francesco Zucchi e Lu Pulici al David di Donatello con “Piove”

Francesco Zucchi e Lu Pulici sono i registi del corto “Piove”, in gara per il David di Donatello, sezione Cortometraggi. Conosciamoli da vicino in quest’intervista.

Finora dove avete trovato i protagonisti per le vostre storie?

I protagonisti delle nostre storie sono stati contattati direttamente da noi, sia per quanto riguarda attori professionisti che non.Per “PIOVE” abbiamo utilizzato comparse del posto e selezionato i due protagonisti tra gli attori locali.

È capitato che abbiate cambiato idea su come procedere in fase di scrittura della sceneggiatura?

Tante volte. La fase di scrittura della sceneggiatura è uno dei momenti più dinamici dell’atto creativo. Ci sono stati tanti momenti di confronto tra i quattro sceneggiatori, questo ha arricchito e modificato più volte il copione.

Quale corto di vostra realizzazione offrireste come biglietto da visita ad un produttore cinematografico?

“Piove”, ovviamente!

Quale fase lavorativa vi impegna maggiormente?

Sicuramente la pre-produzione. La fase più lunga e quella in cui bisogna mettere tutto il proprio talento creativo per costruire una base solida ed evitare problemi in fase di ripresa.

Che rapporto hanno le generazioni digitali con il cortometraggio?

Crediamo che le generazioni digitali si rapportino molto bene con i cortometraggi. Oggi come oggi l’informazione è sempre più veloce e immediata, il cortometraggio diventa dunque fruibile facilmente visto che in un breve lasso di tempo viene raccontata una storia, trasmessi messaggi e contenuti.

La selezione del casting come avviene?

Dipende dal progetto, per alcuni ruoli di “Piove” ci siamo fatti ispirare dai personaggi già esistenti nel paese, in altri casi abbiamo cercato tra i vari candidati possibili le figure che potessero rappresentare al meglio i personaggi descritti dalla sceneggiatura, tra cui ad esempio, i due protagonisti.

Il corto è ancora lo strumento di promozione per un regista emergente

Senza dubbio. Il corto rappresenta una delle poche possibilità per un regista emergente per farsi notare e poter creare un prodotto cinematografico con un budget accessibile.

È possibile, spinti dalla sola passione, realizzare un corto di successo?

A noi piace pensare di sì perché veniamo da Pennabilli, il paese di Tonino Guerra, il “paese dell’ottimismo”. Per quel che ci riguarda “Piove” rappresenta già un successo perché realizzato attraverso la nostra passione.

Quanto denaro è necessario per la realizzazione di un cortometraggio?

Ormai con il digitale un cortometraggio può essere realizzato anche a low budget. Ovviamente dipende molto dal progetto e dal genere. Da non dimenticare le spese aggiuntive affinché il cortometraggio circoli tra i festival.

Le agenzie ed i festival nazionali che ruolo hanno oggi?

Parlando dei festival, sicuramente un ruolo di visibilità, in questo senso sono molto utili e rappresentano una delle poche vie per far conoscere le opere dei registi emergenti.