“The Letter”, regia di Marco Dazzi

Si chiama Marco Dazzi, e il suo corto, “The Letter”, è nato da un viaggio nel paese del Sol Levante. Conosciamolo da vicino in questa intervista.

Cominciamo subito con la domanda di presentazione. Chi è …?

Sono un… filmmaker, nel senso che se possibile preferisco filmare in pellicola.
Amo i documentari in particolare. Il mio precedente film, “Parole sostenibili” ha fatto il giro del mondo, è stato visto in tutta Europa, Stati Uniti, Messico e Giappone.

Tre domande da appassionato: qual è il suo regista preferito e il film/cortometraggio che non smetterebbe mai di rivedere? Perché?

Il film che maggiormente ispira il mio lavoro è “Sans solei” di Chris Marker, dove la realtà è scritta sotto forma di finzione, immagini di un viaggio raccordate da una sceneggiatura.

Da dove nasce l’idea per un cortometraggio? Dove trova gli spunti per realizzare le sue opere?

L’idea di “The letter” deriva da un viaggio che feci qualche anno fa in Giappone.

La cosa più facile e quella più difficile durante le riprese?

Forse far entrare nella parte gli attori, peraltro bravissimi.

Corto è davvero più bello?

No saprei, diciamo che il formato che preferisco è 90 minuti.

Qual è il suo stato d’animo quando, per necessità di lunghezza della pellicola, deve rinunciare ad una scena ben fatta?

Rammarico, ma si dice di necessità virtù, del resto a scuola l’arte del “riassunto” era, ai miei tempi, un esercizio fondamentale e la tecnica dell’ellissi è la base della letteratura e della storia del cinema.

Nell’ambito del cinema italiano, in che misura è possibile proporre delle nuove idee e quanto invece si deve venire a patti con i produttori e i gusti del grande pubblico?

Non saprei, mi sembra… impossibile.

Non può mancare una citazione per l’oscar di Paolo Sorrentino…

Per me un capolavoro, mi viene in mente il titolo di una bellissima canzone “Sign ‘o the times”!

Il David di Donatello è uno dei premi artistici nazionali più importanti. Cosa si prova ad essere inseriti tra i possibili vincitori della statuetta?

Un onore, davvero.

Prossimi progetti? Il sogno nel cassetto?

Un film documentario sulla vita straordinaria di Bertrand Russell e un cortometraggio noir, rigorosamente in pellicola.