“Anacleto”, il cortometraggio di Ernesto Del Gesso

 

Ernesto Del Gesso è al David. Presenta, nella sezione corti, il suo lavoro intitolato “Anacleto”. Conosciamole meglio grazie a questa intervista.

Finora dove ha trovato i protagonisti per le sue storie?

Io direi che sono più loro che hanno trovato me.
I protagonisti delle storie che scrivo nascono all’interno della mia mente, io mi limito ad assecondarli e modellarli. Forse in questa seconda fase, quella della “modellazione”, talvolta prendo ispirazione da persone che incontro nella vita di tutti i giorni.

È capitato che abbia cambiato idea su come procedere in fase di scrittura della sceneggiatura?

Capita, certo.
La scrittura è un processo dinamico. Mentre scrivo mi vengono in mente nuove idee e alcune di queste contraddicono quelle iniziali.
Sta poi allo sceneggiatore vagliare e selezionare.

Quale corto di sua realizzazione offrirebbe come biglietto da visita ad un produttore cinematografico?

“Anacleto”, il mio ultimo lavoro.

Quale fase lavorativa la impegna maggiormente?

Credo che la fase più importante e delicata sia la stesura della sceneggiatura.
Si potrebbe paragonare la sceneggiatura al progetto o alle fondamenta di una casa.
Una buona sceneggiatura ha buone possibilità di diventare un buon film, una sceneggiatura scadente non ne ha. Per citare quello che il grande Hitchcock disse dopo aver completato la sceneggiatura di un suo film: “Il film è finito, ora non resta che girarlo”. Questo fa capire quanta importanza dava alla scrittura del film.

Che rapporto hanno le generazioni digitali con il cortometraggio?

Le generazioni digitali hanno il grande vantaggio di avere accesso a migliaia di titoli online.
Sarebbe però più opportuno cercare di capire che rapporto hanno le generazioni digitali con il cinema in genere…

La selezione del casting come avviene?

Per alcuni personaggi può capitare di avere già in mente un attore che possa interpretarlo.
Altrimenti si provinano diversi attori finché non si vede il personaggio prendere vita nell’attore che si ha di fronte…

Il corto è ancora lo strumento di promozione per un regista emergente?

È quello che spero.

È possibile, spinti dalla sola passione, realizzare un corto di successo?

È la mia scommessa. Spero di sì.

Quanto denaro è necessario per la realizzazione di un cortometraggio?

Dipende molto da film a film.
Però conta molto di più l’idea e la storia che il budget che si ha a disposizione.

Le agenzie ed i festival nazionali che ruolo hanno oggi?

Hanno il ruolo di promotori di nuovi talenti ma anche di cultura sul territorio.