Casa Taormina 3° Edizione

 

E’ stata inaugurata la terza edizione di Casa Taormina l’area ospitalità del Festival del Cinema di Taormina .

All’interno del Palazzo dei Congressi di Taormina a pochi passi dal Teatro Antico lo spazio dedicato agli addetti ai lavori del Festival e dei personaggi presenti in questa 60° Edizione del Taromina Film Festival.

Taormina è un festival storico che ha ancora tanto da raccontare.

Quello di Venezia è nato nel 1932, quelli di Locarno e Cannes nel 1946, Karlowy Vary nel ’50 e Berlino nel 1951: solo 3 anni dopo inizia l’avventura di un Festival a Taormina (tenutosi nelle prime edizioni, ricordiamolo, a Messina: è lì concepito da un gruppo avanzato di intellettuali e appassionati del grande schermo). Sono sessanta anni, sessanta edizioni, che fanno di questo festival parte integrante e costitutiva di quell’elite di manifestazioni di prestigio che per prime inaugurarono, e resero celebre, nel ‘900, l’idea stessa del festival come occasione di singolare incandescenza del linguaggio delle immagini e dei suoni chiamato cinema. Il Teatro Antico di Taormina che, scavato nella roccia a partire dal VII secolo poteva contenere fino a quasi 19mila persone, ha ospitato in questi sessanta anni la leggenda stessa del grande schermo: da Cary Grant a Russel Crowe, da Elizabeth Taylor a Sophia Loren, da Steven Spielberg a Terry Gilliam, da Peter Weir a Giuseppe Tornatore, da Jeremy Irons a Marisa Tomei,  da Marlene Dietrich a Meg Ryan, da Robert De Niro a Tom Cruise, da Alberto Sordi a Carlo Verdone, a tanti, tantissimi altri.

Taormina è stata grande, per più di sessanta anni, tutte le volte che ha saputo metabolizzare, insieme, la natura trascendente, mitologica e allucinatoria del cinema – il grande schermo come “effetto speciale” del mondo – e la passione per il cinema come esplorazione della visione, della conoscenza della realtà, come strumento di comprensione, lettura e ricerca della verità: coloro che hanno guidato il festival nel corso degli anni della maturità del festival, da Gianluigi Rondi a Enrico Ghezzi a Felice Laudadio, a Guglielmo Biraghi, a Deborah Young, hanno risposto con personalità e intelligenza a questa sfida e rappresentano una selezione sorprendentemente significativa di una classe di intellettuali (critici, giornalisti, curatori) che ha dimostrato come un festival, a Taormina, possa diventare allo stesso tempo uno spettacolo memorabile ed una occasione di crescita, invenzione e ricerca, insostituibili. Siamo orgogliosi di avere la responsabilità di aver raccolto la loro eredità e sin dalla prima edizione del nostro mandato, nel 2012, come loro, anche noi abbiamo lavorato per creare una nuova figura con cui disegnare questa antica domanda. Il cinema è lo strumento più strepitoso per reinventare il mondo o la gelatina più fedele per registrarne la sua impronta digitale?

In realtà, le domande relative ad un festival, oggi, sono anche altre. In un Paese in cui i film non vanno più in televisione ( o quasi), i cineclub sono stati decimati decenni fa, il cinema non fa parte del curriculum delle scuole superiori (eppure nessun individuo sano di mente potrebbe pensare oggi che un film possa essere meno importante di un romanzo o una statua o un teorema), chi mostrerà l’esito di una delle più sorprendenti avventure del novecento, quella del cinema, che affonda ancora radici profondissime nel mistero di un film in sala che fa provare le stesse emozioni a perfetti sconosciuti – Chi se non i festival? Nelle ultime edizioni il Taormina Filmfestival, lo attestano i numeri, è riuscito di nuovo a riempire il Teatro come non succedeva dall’inizio degli anni duemila. Il Festival è ridiventato “il” Festival: la magia popolare dello schermo e il tappeto rosso, la bellezza stupefacente dei classici, la sorprendente attenzione educativa per le masterclass (dedicate a Truffaut o a Lubitsch, con Rosi o Tornatore, Jeremy Irons o Nadine Labaki, Carlo Verdone o Terry Gilliam, e tantissimi altri), l’adrelina degli horror e lo scossone delle risate della commedia. E ancora: la corrida mediatica delle grandi star, le burrasche di scatti da cellulare, i corpi compressi che debordano dalle paratie sognando un autografo, l’esplosione di urla del photo call. L’altr’anno, nel 2013. il festival di Taormina ha aumentato lo sbigliettamento di più del 30% . Difficile immaginare augurio migliore per un Festival che solo adesso, forse, nonostante i sessanta anni, sembra aver superato davvero la propria adolescenza, ma senza rinunciare alla voglia di libertà e ribellione che ha sempre caratterizzato la gioventù come il miglior cinema. Se le istituzioni del territorio risolveranno i drammatici problemi di finanziamento – che fanno sì che Taormina si faccia oggi con meno di metà del budget di 10 anni fa – se il territorio stesso, oltre ai media che hanno alimentato oceaniche rassegne stampa, dimostreranno di amare il festival con lo stesso impegno con il quale ci abbiamo lavorato noi, crediamo che questa strada potrà portare verso nuovi, ancor più esaltanti traguardi nel futuro.

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