Narrative decoloniali dell’Oltremare

La Mostra, a cura di Marco Scotini, è stata realizzata dal Consorzio Gruppo Eventi 

Dal 25 giugno al 25 agosto 2022, Napoli, Maschio Angioino


È stata inaugurata sabato 25 giugno a Napoli, nella splendida cornice del Maschio Angioino, l’interessante Mostra dal titolo “Il Cono d’Ombra”. Resterà aperta fino al 25 agosto 2022 e si potrà visitare gratuitamente, dal lunedì al sabato, dalle ore 10 alle ore 17.

Il progetto di Andrea Aragosa, per Black Tarantella e FM Centro per l’Arte Contemporanea, è frutto della collaborazione con l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale. Vanta il patrocinio della Regione Campania, del Comune di Napoli e della Mostra D’Oltremare. 

L’esposizione a cura di Marco Scotini, direttore artistico di FM Centro per l’Arte Contemporanea di Milano, è stata realizzata dal Consorzio Gruppo Eventi in due spazi di Castel Nuovo: Antisala dei Baroni nell’ala nord, al primo piano, e Sala dell’Armeria, al piano terra.

Più di 50 opere, 12 artisti contemporanei: la Mostra è dedicata a Lidia Curti (1932-2021), co-fondatrice del Centro Studi Postcoloniali e di Genere di Napoli, e parte  dalla necessità di trovare altre categorie concettuali che rendanoula rappresentazione storica in un mutato contesto politico-sociale. Del resto, la politica coloniale fascista in Italia è stata oggetto di rare occasioni espositive. In questo caso, vi è stata la possibilità di poter riallestire a Napoli, nello stesso complesso monumentale, l’anticipazione della imperiale Triennale d’Oltremare del 1940.  Gli aspetti innovativi della Mostra al Maschio Angioino del 1934-1935 si riassumono nell’invito di otto artisti italiani a ritrarre le colonie in presa diretta.

Il Cono d’Ombra rappresenta una sorta di contro-narrazione condotta dagli ex soggetti colonizzati che apre ad altre prospettive e, dunque, ad altre rappresentazioni. 

Gli artisti invitati, alcuni di fama internazionale, hanno provenienze geografiche diverse ed appartengono alla diaspora africana contemporanea: Kader Attia (Algeria/Francia, 1970), Yto Barrada (Marocco, 1971), Intissar Belaid (Tunisia, 1984), Nidhal Chamekh (Tunisia, 1985), Jermay Michael Gabriel (Etiopia/Eritrea/Italia, 1997), Kiluanji Kia Henda (Angola, 1979), Delio Jasse (Angola, 1980), Ibrahim Mahama (Ghana, 1987), Muna Mussie (Eritrea/Italia, 1978), Pamina Sebastião (Angola 1988), Pascale Marthine Tayou (Camerun, 1967), Amina Zoubir (Algeria, 1983), Aimé Césaire (Martinica/Francia 1913-2008).

“Un’opportunitá estremamente interessante e lavorativamente molto stimolante”: ha affermato Vincenzo Russolillo, Presidente del Consorzio Gruppo Eventi, che ha aggiunto: “Siamo felici di aver realizzato questa Mostra che è un evento importante dal punto di vista storico-culturale ma anche artistico. Un’iniziativa dal respiro internazionale che recupera memorie del passato e restituisce loro anche una dimensione ed una collocazione nel presente e nel futuro, attraverso un dibattito critico ed aperto.”